1/3  

---------------------

Ricerca ordinaria

Ricerca straordinaria

 

 

La ricerca in selvicoltura

dalla relazione introduttiva 

alla programmazione 2001 dell'Istituto

 

 

Le foreste giocano da sempre un importante ruolo di sostegno nel miglioramento sia dell’agricoltura che dell’allevamento fornendo dei vantaggi sociali notevoli. E’ sufficiente pensare all’influenza che il bosco esercita sulla salvaguardia del suolo, delle risorse idriche, per rendersi conto di quanto grande sia stata la sua importanza nei tempi passati ma anche nel presente tenuto conto delle continue catastrofi alluvionali nelle varie parti del Paese. Sono noti anche da sempre i contributi che le foreste danno per la regolazione del clima e dell’atmosfera per cui influiscono direttamente ed indirettamente sul miglioramento della qualità della vita.

 

L’argomento di grande attualità è quello riferito alla necessità di conservare la biodiversità per le generazioni future. Proprio nelle foreste deve essere ricercata questa necessità rappresentando le stesse un capitale genetico e naturalistico di importanza notevole. A seguito di questi presupposti si ritiene di primaria importanza la necessità di investire nel settore foreste-ambiente. Le foreste, inoltre, sono oggi considerate come rifornitori di prodotti di importanza primaria: medicine e sostanze per una alimentazione più sana.

 

Anche il II Congresso Nazionale di Selvicoltura, svoltosi a Venezia nel 1998, tiene conto della grande importanza del bosco e perviene a queste conclusioni:

1. I boschi italiani, che coprono quasi un terzo del territorio nazionale, costituiscono un patrimonio prezioso e necessario per la qualità della vita.

 

2. Il bosco è un sistema complesso e una risorsa che svolge molteplici funzioni. Protegge il suolo, governa le acque, migliora il clima, purifica l’aria, contrasta l’effetto serra, favorisce il turismo e le attività ricreative, salvaguarda la biodiversità, fornisce legname e altri prodotti. Le attività legate ai prodotti ed all’esternalità positive del bosco, favoriscono l’occupazione.

 

3. Per la gestione sostenibile dei boschi e la conservazione della biodiversità è necessario:

  • assicurare continuità di gestione del patrimonio forestale con tecniche selvicolturali appropriate;

  • valorizzare il ruolo sociale, economico e colturale delle risorse forestali per il territorio di montagna e le sue comunità;

  • mantenere agli ecosistemi forestali la loro capacità di risposta ai fattori naturali e artificiali di perturbazione;

  • difendere i boschi dagli incendi con la prevenzione ancor prima che con la lotta, e dalle altre avversità biotiche e abiotiche;

  • combattere i processi di desertificazione in atto nelle regioni meridionali;

  • provvedere all’aggiornamento costante dell’Inventario Nazionale e di quelli Regionali, includendo parametri ecologici e sociali oltre a quelli economici e selvicolturali; 

  • sviluppare la pianificazione a livello regionale, comprensoriale e aziendale dei boschi pubblici e privati, attribuendone la necessaria valenza urbanistica ed economico-sociale;

  • assicurare un sistema integrato di aree forestali protette ecologicamente rappresentative, capace di garantire tutte le componenti forestali;

  • promuovere l’utilizzo dei residui e cascami di lavorazione e di materiali di risulta derivanti dalla manutenzione del bosco per la produzione di carta, pannelli, energia, calore, composti naturali per l’agricoltura.

4. La politica forestale e la gestione del bosco devono tenere conto delle convenzioni internazionali firmate dall’Italia; in particolare, sui cambiamenti climatici, sulla gestione sostenibile, sulla conservazione della biodiversità; mettere in atto tutte le azioni di monitoraggio degli ecosistemi forestali e le ricerche sulla loro funzionalità, biodiversità e sulle interazioni con gli interventi selvicolturali.

 

5. Per sopperire alla necessità di legno bisogna anche ampliare la superficie forestale con impianti di arboricoltura da legno al fine di ottenere prodotti in grande quantità o di elevata qualità. A tale scopo occorre:

  • provvedere alla produzione e alla commercializzazione di materiale vivaistico di sicura provenienza, migliorato geneticamente, rigorosamente selezionato ed ecocertificato;

  • applicare tecniche colturali intensive idonee a qualificare la produzione;

  • predisporre norme non vincolistiche per il taglio e per la riconversione colturali degli impianti di arboricoltura da legno.

6. Istituire un Fondo Forestale Nazionale per:

  • attivare un sistema informativo-statistico forestale omogeneo per il territorio nazionale;

  • predisporre e finanziare adeguatamente un nuovo Piano Forestale Nazionale;

  • sostenere la funzione economica dei boschi pubblici e privati;

  • migliorare e ripristinare i boschi degradati o danneggiati;

  • incoraggiare l’attività forestale e sostenere le imprese forestali;

  •  promuovere la diffusione di idonee attrezzature per le attività selvicolturali;

  • adeguare e migliorare le infrastrutture;

  • sviluppare il mercato del legno e degli altri prodotti.

7. Favorire il coordinamento tra tutte le componenti istituzionali e sociali interessate alla filiera bosco-legno per fornire linee guida di gestione dei boschi italiani.

 

8. Impegnare le istituzioni in una politica forestale integrata anche a livello di Unione Europea per lo sviluppo sostenibile e la conservazione della biodiversità, che sia di riferimento in particolare per la montagna e per la regione mediterranea nell’ambito del più ampio quadro dello sviluppo rurale.

 

9. Predisporre una Legge Quadro, nel rispetto del principio di sussidiarietà e degli impegni sottoscritti dall’Italia in sede internazionale, in cui siano indicate le norme generali per:

  • la protezione, la conservazione, la gestione, il recupero, l’ampliamento e la valorizzazione dei boschi;

  • la conservazione e la difesa del suolo con particolare riferimento alle aree ad alto rischio;

  • l’ecocertificazione dei sistemi di gestione e dei prodotti forestali;

  •  incentivare la proprietà e l’impresa forestale per lo sviluppo delle attività forestali, data la loro funzione di interesse pubblico;

  • promuovere forme associate di gestione della proprietà forestale;

  • le esenzioni impositive per il recupero dei boschi degradati e danneggiati.

10. Promuovere l’informazione sui valori del bosco, adeguare la formazione tecnica e professionale e la didattica universitaria anche attraverso il riconoscimento dei diplomi di primo livelli e l’istituzione di scuole di specializzazione, potenziare la ricerca e la sperimentazione, predisporre norme per sostenere l’occupazione, l’imprenditorialità giovanile, valorizzare la specificità della professione forestale: l’unica che opera in un’ottica di gestione a lungo termine e lo sviluppo del settore”.           

 

Per giungere a questi traguardi è quanto mai necessario puntare  su una ricerca forestale finalizzata alla valorizzazione e conservazione delle foreste. L’Istituto Sperimentale per la Selvicoltura di Arezzo resta tutt’oggi l’organismo nazionale più impegnato nel settore anche per le tradizioni di un passato glorioso.

L’attività di ricerca e sperimentazione dell’istituto è sempre stata riconosciuta precisa e puntuale finalizzata all’incremento del patrimonio forestale, alla protezione dell’ambiente e alla divulgazione di tutti quei risultati e notizie indispensabili per la creazione di una crescente coscienza naturalistica nel Paese.

Obiettivi di questo tipo di ricerca sono:

  • miglior conoscenza delle nostre aree forestali;

  • conservazione delle risorse genetiche e di patrimoni forestali e botanici in via di estinzione;

  • produzione di materiale di rimboschimento di elevato valore genetico;

  • gestione integrata delle aree forestali, con particolare attenzione ai boschi ad uso multiplo;

  • protezione degli ambienti naturali con particolare riguardo al problema degli incendi forestali ed ai danni cosiddetti di  nuovo tipo (inquinamento, piogge acide, ecc.);

  • trattamento dei boschi e dei rimboschimenti;

  • miglioramento e valorizzazione dei boschi cedui;

  • ricerche su specie forestali che possono produrre legname di pregio in tempi relativamente brevi;

  •  ricerche che permettano un incremento della produzione di prodotti non legnosi (tartufi, funghi e sostanze medicinali.

 

 

---

 

© ISS-Arezzo - Aggiornamento 01.03.01