|
|
||
|
---------------------
|
Index Plantarum Vallis Umbrosae Allegri E. 1970, Annali ISS, 1: 1-198
Gli arboreti sperimentali furono iniziati da Adolfo di Berenger, primo direttore dell’Istituto Forestale, in un piccolo appezzamento della Tenuta di Paterno (già Monastero Vallombrosano) dove sorgeva la prima sede dell’Istituto Forestale stesso. Successivamente, col trasferimento dell’Istituto nell’Abbazia di Vallombrosa, Vittorio Perona (allora assistente del di Berenger) trasferì nel 1880 gli esemplari in un piccolo appezzamento adiacente, che venne dedicato a G. C. Siemoni, studioso di Selvicoltura. Negli anni seguenti gli Arboreti, pur attraverso molte peripezie, furono ingranditi con successive sezioni denominate Arboreo Tozzi (dedicato all’abate vallombrosano Brunone Tozzi, studioso di Botanica), Arboreo Perona (dedicato a Vittorio Perona). Infine il prof. Aldo Pavari (fondatore e primo direttore della Stazione Sperimentale di Selvicoltura) aggiunse altre due sezioni (denominate provvisoriamente Arboreo nuovo), che oggi sono dedicate al suo nome. Gli arboreti sperimentali coprono ora una superficie di 9 ha, completamente recintati. Essi sono compresi nella Foresta Demaniale di Vallombrosa, presso la storica Abbazia (fondata nel 1036 da San Giovanni Gualberto, celeste Patrono dei forestali d’Italia). La Foresta di Vallombrosa è situata sui contrafforti dell’Appennino Tosco-Emiliano, tra i 500 ed i 1350 m s.l.m. Gli Arboreti si trovano tra i 900 ed i 980 m, nella zona di transizione tra il castagneto e l’abetina; da un punto di vista climatico-forestale tra la sottozona del Castanetum freddo e quella del Fagetum caldo. La temperatura media annua è di 10.2° (trentennio 1921-1950), con minime assolite (1879) di –16° e massime assolute di 30.3°. le precipitazioni annuali medie sono di 1390 mm, suddivise in 114 giorni piovosi, con massimi autunnali eprimaverili e breve siccità estiva (luglio ed agosto). Il terreno deriva da rocce sedimentarie dell’Eocene (banchi di arenarie, alternati a strati di scisti argillosi). Gli arboreti sperimentali sono suddivisi in diverse sezioni: Berenger (1869 – oggi vivaio sperimentale); Siemoni (1880); Tozzi (1886); Perona (1913); Pavari (1923 e 1958). Oltre a queste esiste una sezione staccata (Arboreo Masso del Diavolo, non compreso nel presente indice), in esposizione più calda e riparata, dove sono coltivate le specie più delicate ed esigenti in temperatura (anche alcune del Lauretum). Un’altra sezione, denominata “Saliceto Borzì” (dove erano coltivati salici, pioppi ed altre specie che necessitano di una maggiore umidità del terreno) è stata soppressa nel 1948. Ciascuna sezione è suddivisa in un certo numero di sezioni, contrassegnate da un numero romano (da I a XXXIX). Gli esemplari in ciascuna sezione sono numerati progressivamente e comprendono uno o più centurie intere di numeri (in ogni sezione si rincomincia sempre da ..01). Di ciascuna sezione è stato eseguito un rilievo topografico, con indicata la posizione di ciascun esemplare, per facilitare il ritrovamento sul terreno delle singole piante (le tavole di questi rilievi sono conservate in un album a Vallombrosa). Negli arboreti di Vallombrosa vegetano attualmente oltre 3000 esemplari, appartenenti ad oltre 1200 specie, con 137 generi (di cui 23 appartenenti alle conifere e 114 alle latifoglie) facenti parte della flora delle zone climatico forestali del Castanetum, Fagetum e Picetum.
|
|
|
|
--- |
© ISS-Arezzo - Aggiornamento 01.03.01 |
|
|
||