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Sulla potatura del pioppo Allegri E. Annali ISS, 1980, 11: 1-22
La potatura rappresenta uno degli elementi più interessanti della moderna pioppicoltura, perché con essa si arriva a migliorare la forma dei fusti e le qualità tecnologiche del legname. La potatura deve essere considerata un compromesso per ottenere un fusto diritto e pulito pur conservando la massima superficie fogliare assimilante. Vengono esaminate le caratteristiche di vari criteri di potatura, i loro pregi ed loro punti deboli: mancanza di potatura, potatura eccessiva, potatura razionale. n ogni caso la potatura deve essere moderata (ad eccessiva, né scarsa) e tempestiva, per rispettare l’equilibrio tra chioma e sistema radicale, e per favorire un regolare accrescimento della pianta. La potatura viene generalmente eseguita tra la fine dell’inverno e l’inizio della primavera, immediatamente prima che la pianta si metta in vegetazione, per permettere una rapida cicatrizzazione delle ferite. Per l’esecuzione della potatura sono necessari utènsili bene affilati, per ottenere tagli netti, senza produrre ferite alla corteccia ed al tronco. Possiamo distinguere diverse fasi di potatura: a) potatura di impianto (cioè toelette della pioppella) prima della messa a dimora; b) potatura di correzione (dal I al III anno); c) potatura di formazione (al IV anno); d) potatura pr. detta (dopo il IV anno); e) potatura di pulizia (o scacchiatura) dei succhioni (dal V anno). Vengono esaminati alcuni sistemi di potatura che sono stati successivamente suggeriti ed applicati: a) metodo Piccarolo (potatura progressiva), basato sull’età e sullo sviluppo della pianta, con turni lunghi di 18-20 anni; b) metodo Chiarabba (potatura a diametro fisso), eseguita nella parte superiore del fusto, sia dove questo raggiunge un diametro di 10 cui: è il metodo più facile da applicare; c) metodo Fregoni (potatura precoce), basato sull’età (con turni brevi). Una potatura razionale, selettiva, porta ai migliori risultati, ma. è più difficile a realizzare, perché richiede da parte del potatore una perfetta conoscenza delle caratteristiche del clone coltivato e dell’ambiente, conoscenze che si acquistano solo con l’esperienza. I vantaggi del metodo di potatura a diametro fisso vengono poi esaminati in maniera più particolare, per metterne in evidenza le caratteristiche, soprattutto il miglioramento della forma del fusto ed il conseguente miglioramento delle proprietà tecnologiche del legname. Si conclude consigliando l’applicazione del metodo di potatura a diametro fisso, specialmente là dove la .pioppicoltura è di recente introduzione e dove perciò non esiste ancora una « coscienza pioppicola », in attesa che possa formarsi una mano d’opera specializzata, la quale, attraverso la esperienza acquisita, possa essere in grado di applicare i metodi più perfezionati per ottenere prodotti sempre migliori. |
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© ISS-Arezzo - Aggiornamento 01.03.01 |
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