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Effetti del diradamento in
soprassuoli di pino marittimo (Pinus pinaster Ait.) in
Toscana Mercurio R. Annali ISS, 1989, 20: 359-383
Il pino marittimo (Pinus pinaster Ait.) è specie che per la sua rapidità di accrescimento in fase giovanile può essere convenientemente impiegato a scopi produttivi per il recupero di terreni non più utilizzabili dall’agricoltura. La definizione dei moduli colturali più confacenti ad esaltare e migliorare la produzione legnosa e la stabilità del soprassuolo rientra nel quadro della presente ricerca. In questo primo contributo si riferisce sugli effetti prodotti, in un popolamento di 17 anni, da diverse intensità di diradamento. I risultati più significativi, dopo 8 anni dal primo diradamento, sono: la massa totale e la massa corrente, riferita alle piante vive, risulta superiore nel controllo rispetto alle aree diradate; la differenza tra il controllo e le aree diradate del tasso di accrescimento di massa corrente è assai significativa. Nelle aree diradate siamo in presenza di soprassuoli in fase di forte accrescimento dove sono superiori le qualità degli assortimenti ritraibili. Da queste prime osservazioni, anche se non definitive, si possono trarre utili indicazioni sul piano pratico-applicativo per la gestione di soprassuoli cresciuti ad alta densità: il primo diradamento può essere eseguito con interventi forti (60% delle piante abbattute), selettivi, di tipo basso e misto. Ciò trova giustificazione sia dal punto di vista finanziario per ridurre le spese di raccolta che dal punto di vista selvicolturale, poiché si tratta di boschi dove, per mancanza di sfollamenti e di diradamenti, elevata è la percentuale di piante morte, malformate, deperienti e malate. |
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© ISS-Arezzo - Aggiornamento 01.03.01 |
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