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Prove sperimentali di diradamento su
pinete di pino marittimo nell’alto Lazio Ciancio O., De Angelis P., Mercurio R. Annali ISS, 1989, 20: 437-471
L’esistenza del fenomeno naturale dell’autodiradamento e la necessità, sempre crescente, per l’uomo di utilizzare il legno come materia prima, sono i presupposti degli interventi di diradamento. La complessità degli ecosistemi forestali, la diversità strutturale e specifica dei popolamenti italiani, determina la necessità di effettuare prove sperimentali atte a definire criteri oggettivi di diradamento. In questo lavoro vengono presentati i risultati a 3 anni di distanza dall’intervento, che prevedeva il confronto di quattro tesi sperimentali: testimone, gradi A, B e C; dove i gradi erano stati definiti con il fattore distanziale di HART-BECKING. Questi primi risultati portano a concludere che il grado A mantenendo un certo livello di tensioni competitive, fornendo produzioni in termini di massa paragonabili al testimone (ma qualitativamente migliori) e con un tasso produttivo massimo, è quello che nel complesso fornisce i migliori risultati. |
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© ISS-Arezzo - Aggiornamento 01.03.01 |
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