Volume 20: 13/16

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Annali 1970-79

Annali 1980-89

Annali 1990-99

 

Prove di meccanizzazione in diradamenti di pinete artificiali di pino laricio nella pre-Sila di Cosenza 

Avolio S., Baldini S., Spinelli R. 

Annali ISS, 1989, 20: 501-547   

Nei boschi italiani il primo taglio intercalare è eseguito raramente a causa degli alti costi di lavorazione. Gli AA., grazie al contributo del Ministero Agricoltura e Foreste, hanno avviato nel 1988 un lavoro sperimentale nelle pinete artificiali di pino lancio edificate nella pre-Sila tirrenica della Calabria. Sono state prese in esame 4 aree di sufficiente ampiezza, nelle quali sono state condotte: a) prove meccanizzate di diradamento, esbosco e depezzatura (1989); b) prove meccanizzate di potatura (1990). Per il taglio intercalare è stato adottato un diradamento sistematico, con l’eliminazione sui gradoni di I pianta su 2, intervento che per tali impianti è risultato anche selettivo, di tipo basso e di grado forte. Nelle tre aree diradate la raccolta delle piante abbattute è stata effettuata proponendo altrettanti sistemi diversi di lavoro per l’esbosco e la depezzatura dei fusti: il primo con una macchina combinata di provenienza svedese che esegue oltre al concentramento anche la sramatura e la sezionatura; il secondo con un verricello radioguidato autonomo; il terzo con una integrazione tra minitrattore cingolato e la macchina combinata. Per la potatura, che per motivi tecnici è stata completata con un anno di ritardo, l’esistenza nelle piante diradate di palchi secchi fino a circa i 2/3 della lunghezza dei fusti, ha consigliato di interessare nelle piante rilasciate tre diversi livelli di altezza da terra: 2, 5 e 8 m. In pratica è stata eseguita una potatura secca anche nell’area sperimentale sottoposta a potatura alta. Anche se è presto per quantificare il grado ottimale di diradamento per popolamenti artificiali di pino lancio di 27 anni, si ritiene che asportando il 40-50% del numero di piante, corrispondente a un s% compreso fra 17 e 18%, si ottengono effetti positivi sia dal punto di vista biologico che produttivo. Per la raccolta delle piante, oltre all’analisi della produttività e dei costi, sono stati verificati i danni provocati alle piante rimaste in piedi e al suolo, rimarcando la loro quasi totale assenza, anche se la pendenza del terreno raggiunge il 30%.

 

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© ISS-Arezzo - Aggiornamento 01.03.01