Volume 22: 4/10

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Annali 1970-79

Annali 1980-89

Annali 1990-99

 

Esperienze sul trattamento delle abetine nelle foreste casentinesi

Mercurio R.

1991, Annali ISS, 22: 95-116

 

Il precario stato di equilibrio biologico delle abetine artificiali di abete bianco (Abies alba Mill.) dell’Appennino tosco-romagnolo e gli indirizzi colturali scaturiti in seguito all’istituzione delle Riserve naturali Biogenetiche hanno reso necessario rivedere la tradizionale prassi colturale dell’abete bianco e cioè la graduale trasformazione delle colture monospecifiche in boschi misti di abete e latifoglie. In tale ambito è stata intrapresa questa ricerca per accertare quali potevano essere le possibili soluzioni colturali. In 6 particelle di abete bianco, nelle Foreste di Camaldoli (Toscana) e di Campigna (Emilia-Romagna), prossime al termine del ciclo colturale, furono eseguiti nel i982 tagli a buche, di ampiezza proporzionale alla statura delle piante, per verificare se si insediava la rinnovazione naturale, come si evolveva nel tempo e in quali microambienti poteva applicarsi tale forma di trattamento. L’analisi dell’andamento della rinnovazione naturale dopo un decennio dal taglio, ha permesso di stabilire che esistono buone possibilità di rinnovazione per l’abete, l’acero montano, il faggio e per altre latifoglie minori nei margini delle buche, limitatamente alle esposizioni più fresche e con pendenza moderata. Tali condizioni favorevoli si sono riscontrate soprattutto nella Foresta di Campigna, nel versante settentrionale dell’Appennino. Ulteriori osservazioni saranno necessarie per seguire l’evoluzione della rinnovazione naturale e per definire l’ampiezza ottimale delle buche. 

 

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© ISS-Arezzo - Aggiornamento 01.03.01