Volume 24: 7/10

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Primi diradamenti nelle piantagioni di pino laricio della pre-Sila cosentina: risultati di quattro cantieri sperimentali

Baldini S., Spinelli R.

Annali ISS, 1993, 24: 91-104

 

La realtà forestale dell’Altopiano silano è nei tutto peculiare in Italia, ed offre ottime possibilità alla meccanizzazione. I boschi sono concentrati in comprensori estesi, sono gestiti in modo unitario e sono serviti da un’ottima rete viaria di servizio. Scopo del presente lavoro è la valutazione tecnico-economica di sistemi di lavoro meccanizzati per il primo diradamento delle giovani piantagioni di pino lancio. Tali sistemi devono soddisfare tre requisiti fondamentali: basso investimento, rispetto dell’ambiente ed efficienza sociale. Sono stati sperimentati 4 sistemi per la produzione di tondello lungo 2,4 m: (a) abbattimento ed allestimento con motosega, concentramento con miniverricello ed esbosco con ATV (b) abbat­timento ed allestimento con motosega, concentramento ed esbosco con trattore cingolato autolivellante, ... abbattimento con motosega, concentramento, esbosco ed allestimento con miniprocessor Vimek G30 ed infine (d) abbattimento ed allesti­mento con motosega, concentramento ed esbosco con ATV. Solo il sistema ... fornisce un bilancio finanziario positivo: questo risultato è dovuto essenzialmente alla possibilità di ricorrere all’allestimento meccanizzato e alla semplicità organizzativa del sistema di lavoro. Il sistema (b) è meno efficiente sotto il profilo finanziario: tuttavia, la perdita economica rimane accettabile, e può essere ulteriormente ridotta perfezionando il cantiere. I sistemi (a) e (d) finiscono per determinare costi di raccolta troppo elevati. In linea generale, conviene impiegare trattori leggeri ad alta stabilità per il transito nelle interfile, in quei terreni con pendenza media e scarsa, dove il prelievo non è inferiore ai 20 m3/ha. In tutti gli altri casi conviene preferire i verricelli e gli animali da tiro. Gli aspetti organizzativi sono sempre particolarmente delicati, e quando è possibile conviene preferire quei sistemi dove è minimo il numero di fasi e sottofasi.

 

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© ISS-Arezzo - Aggiornamento 01.03.01