Volume 25-26: 1/26

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Annali 1970-79

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Annali 1990-99

 

Ricerche sulle risorse genetiche e sulla biologia riproduttiva di Juglans regia L. in Italia mediante marcatori molecolari

Malvolti E., Bertignolo I., Spada M., Cannata F.

Annali ISS, 1994-95, 25-26: 9-34

 

La specie Juglans regia (E.) migrò in Italia circa 5000 anni AC probabilmente dall’Iran, Turchia e Balcani, ma alcuni reperti fossili più antichi, costituiti da polline e frutti, sarebbero la testimonianza che essa probabilmente è nativa anche del nostro Paese. La sua attuale distribuzione in Italia è principalmente dovuta alla attività umana ed è caratterizzata da piccoli gruppi di piante sparse per le campagne. Dal punto di vista genetico il noce in Italia è frutto di una intensa domesticazione: accanto a individui allo stato naturalizzato vi sono diverse varietà che vengono usate per la duplice attitudine (frutto e legno). L’evoluzione delle risorse genetiche della specie J. regia è pertanto connessa ad una elevata attività antropica sul germoplasma e l’antropizzazione è una delle cause di riduzione di variabilità genetica delle specie. Inoltre J. regia pre­senta una biologia fioraie piuttosto complessa, molto spesso è influenzata dalle con­dizioni ambientali. A condizioni estreme di temperatura, ad esempio, l’autocompatibilità risulta possibile e ad alcune latitudini particolarmente elevate, è stata riscontrata la formazione di frutti apomittici. Poichè la biologia riproduttiva in­fluenza la struttura genetica e la dinamica delle popolazioni è molto importante ap­profondire studi in tal senso. Inoltre, la conoscenza del processo riproduttivo è utile anche nei programmi di miglioramento genetico e per la scelta delle “varietà” da consociare nelle piantagioni da frutto. Con lo scopo di valutare le risorse genetiche di J. regia presenti in Italia e di studiare l’effetto della manipolazione sono state affron­tate ricerche, utilizzando marcatori isoenzimatici e RAPD, su germoplasma di 42 po­polazioni naturalizzate coilezionate su tutto il territorio italiano e su 5 “varietà”. Inol­tre, la biologia riproduttiva di una popolazione naturalizzata italiana di J. regia L. è stata studiata mediante l’analisi isoenzimatica di progenie da libera impollinazione (trenta famiglie half-sib) raccolte in tre anni successivi. Otto loci enzimatici sono risultati polimorfi su un totale di sedici loci analizzati sia nelle popolazioni na­turalizzate che nelle “varietà”. Per l’analisi RAPD condotta su queste ultime sono stati utilizzati 40 primer decameri. Con i dati isoenzimatici sono stati calco­lati i seguenti indici di variabilità genetica: numero medio di alleli per locus, grado di polimorfismo (P), eterozigosità attesa (He), eterozigosità osservata (Ho), variabilità genetica nel totale delle popolazioni (Fit), variabilità genetica tra le subpopolazioni (Fst), variabilità genetica entro le popolazioni (Fis). Infine è stata calcolata la distanza genetica tra tutte le accessioni considerate ed è stato co­struito il dendrogramma con il metodo UPGMA (unweighted pair group method analysis). È stato anche effettuato un confronto tra marcatorl isoenzlmatici e RAPD su un sub-set di 36 campioni appartenenti alle varietà italiane analizzate. Sono state ottenute 2 matrici di similarità per ognuno dei 36 individui: una per le varianti isoenzimatiche ed una per le bande RAPD. L’analisi cluster UPGMA èstata eseguita sulle matrici di similarità, per ottenere i relativi dendrogrammi e la corrispondenza tra le matrici è stata calcolata usando il programma NTSYS (ROLHF 1993). Il grado di correlazione tra le due matrici è stato calcolato me­diante il test MANTEL (1967) ed il prodotto di Pearson (r) (SMOUSE et aI 1986). Per lo studio della biologia riproduttiva, le famiglie da libera impollinazione sono state e analizzate mediante elettroforesi degli isoenzimi. Il tasso di esoincrocio e l’indice di fissazione sono stati stimati a 7 loci isoenzimatici polimorfi (Est2, Lap1, Skdl, Dia1], Dia3, Pgm1, Pgd2) usando il modello multilocus di RITLANO and JAIN (1981). I risultati ottenuti hanno dimostrato un basso livello di variabilità genetica per le popolazioni italiane. Nessun cluster geografico definito è stato osservato, ma le varie accessioni sono risultate geneticamente mescolate tra loro. Questi dati sono una testimonianza dell’effet­to della manipolazione sui germoplasma avvenuto da fin da tempi lontanissimi a spese delle risorse genetiche della specie stessa. La continua selezione per fini produttivi ha ridotto drasticamente in patrimonio genetico di J. regia in Italia tanto da rendere il germoplasma omogeneo, dal punto di vista genetico, su tutto il territorio. Opportuni programmi di conservazione in situ ed ex situ sarebbero quanto mai opportuni per evitare una ulteriore riduzione delle risorse genetiche. Le varietà analizzate risultano geneticamente distinte sia con i marcatori isoenzimatici che con i RAPD. Il più elevato numero di varianti che si possono ottenere da questi ultimi marcatori rispetto agli isoenzimi, li rende particolarmente efficaci nella discriminazione degli individui nell’ambito di ciascuna varietà. La correlazione positiva riscontrata tra i RAPD e gli isoenzimi dimostra come ambedue i tipi di marcatori possano essere utilizzati per la differenziazione genetica delle varietà. I parametri calcolati per la biologia riproduttiva sono stati relativamente costanti durante i 3 anni di osservazione. La stima multilocus del tasso di esoincrocio non si è discostata significativamente dal 100% (assenza di autofecondazione). Gli indici di fissazione delle progenie raccolte nei 3 anni sono risultati negativi, sostenendo, cosi l’assenza di autofecondazione. J. regia è apparsa una specie altamente esoincrociante relativamente alla popolazione oggetto di studio. Questi risultati sono in accordo con la biologia fiorale e la dicogamia di J.  regia in Italia.

 

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© ISS-Arezzo - Aggiornamento 01.03.01