Volume 25-26: 13/26

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Annali 1970-79

Annali 1980-89

Annali 1990-99

 

Arboricoltura da legno con latifoglie nobili: tecniche colturali nei primi anni di impianto

Amprimo G.

Annali ISS, 1994-95, 25-26: 215-225

 

In terreni aziendali già a set-aside, situati nell’alta pianura novarese, vennero costituiti svariati impianti e collezioni con specie latifoglie di pregio. Oltre agli altri indirizzi di ricerca si volle definire un metodo di coltivazione e gestione tale da limitare gli interventi ed i costi, pur mantenendo un ambiente ottimale per gli obiettivi produttivi proposti. Si è iniziato dallo studio della stazione, al fine della scelta delle latifoglie nobili più adatte all’ambiente pedoclimatico, tenendo conto dell’ambito aziendale in cui venivano ad inserirsi e quindi delle possibilità di apporti esterni in grado di migliorare le potenzialità della stazione. In relazione alle caratteristiche dei terreni per l’impianto si predispose la preparazione a pieno campo; le cure colturali per la difesa dalla vegetazione naturale furono molto curate nel 10 anno di vegetazione, con lo scopo di ottenere un buon attecchimento; negli anni successivi, con piante ormai affermate, via via di dimensioni crescenti, le operazioni furono progressivamente ridotte o rese meno intense. Parimenti si operò con le operazioni di potatura di formazione e nell’attuare la difesa delle giovani piante dai roditori selvatici, limitando il numero e l’intensità degli interventi a quanto ritenuto indispensabile. Al terzo anno di vegetazione è possibile trarre alcune considerazioni circa l’adeguatezza delle operazioni effettuate in relazione ai risultati raggiunti, che si possono definire soddisfacenti, ed alle tecniche migliorative, come ad esempio la pacciamatura all’impianto, proponibili in alternativa a quelle adottate.

 

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© ISS-Arezzo - Aggiornamento 01.03.01