|
---------------------
Annali
1970-79
Annali
1980-89
Annali
1990-99 |
|
Prime esperienze di coltivazione di ciliegio e noce da
legno in Sardegna
Dettori S., Falqui A., Maculi S., Orru A., Poddighe D., Todde M.
Annali ISS, 1994-95, 25-26: 227-241
Il saldo negativo del bilancio idrologico, registrato in estate negli
ambienti collinari della Sardegna centro-settentrionale con suoli a
prevalente tessitura sabbiosa, condiziona lo sviluppo di ciliegio e noce
da legno; l’irrigazione e la pacciamatura con film plastico incrementano
in misura significativa l’accrescimento ipsometrico e diametrico. Cinque
doni di ciliegio di origine prealpina, valutati in 4 parcelle distribuite
tra i 500 e i l000m s.l.m., hanno raggiunto al quinto anno altezze
e diametri (a 1.3m dal suolo) nell’ordine compresi tra 1.6-4.9 m e
1.4-6.0 cm in asciutto, e 2.6-6.0 m e 2.5-7.6 cm in irriguo; il clone
I.S.S.A. PBNO1 ha mostrato i minori accrescimenti. Il noce comune, in due
parcelle poste a circa 500 m s.l.m., ha raggiunto al quinto anno altezze e
diametri (a 1 .3m dal suolo), nell’ordine compresi tra 2.2-2.5 m e
1.9-2.4 cm in asciutto, e 4.3-5.3 m e 4.6-5.6 cm in irriguo; le
cultivar da frutto hanno fornito gli stessi accrescimenti dei semenzali di
Bleggiana e Sorrento, quest’ultima dotata di maggiore arido-resistenza.
Questi primi cinque anni sottolineano sia la necessità di un’attenta
diagnosi stazionale, che l’inidoneità (per il materiale vegetale
saggiato) degli ambienti fitoclimatici del Lauretum (20 tipo con
siccità estiva, sottozona calda) e delle stazioni con bilanci idrologici
caratterizzati da deficit superiori ai 350 mm. |