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Selvicoltura nei cedui di cerro (Quercus
cerris L.). Struttura, biomassa e opzioni selvicolturali.
Amorini E., Bruschini S., Cutini A., Di Lorenzo M.G.,
Fabbio G.
1996, Annali ISS, 27: 121-129 (in inglese)
I popolamenti cedui di cerro costituiscono in Italia una delle formazioni
forestali più diffuse nelle zone collinari e montane e assumono un ruolo
importante nell’organizzazione sociale di molte aree attualmente ad
economia marginale. Una stima integrata dei dati dell’inventano
Forestale Nazionale (1985) porta a 450.000 ettari la consistenza di questa
tipologia forestale. Negli ultimi decenni al tradizionale ceduo a turno
breve si sono aggiunti altri due tipi colturali: i cedui in invecchiamento
e le fustaie transitorie. La presenza sul territorio di queste realtà
colturali non è ancora consistente ma la tendenza in atto a valorizzare
anche le funzioni non produttive del bosco fa presumere un loro incremento
nel prossimo futuro, unitamente ad una revisione complessiva del
trattamento selvicolturale delle formazioni di origine agamica.
L’opportunità di applicare opzioni gestionali diversificate impone la
definizione di tecniche di trattamento calibrate sulle diverse realtà
colturali, fondate sulla valutazione di parametri non solo produttivi ma
anche di ordine strutturale, funzionale, biologico ed ambientale. Il
progetto UE MEDCOP ha permesso l’impostazione di un protocollo
sperimentale in un ceduo di cerro di 35 anni nelle Colline Metallifere
(Toscana centromeridionale - Italia) per confrontare i diversi trattamenti
selvicolturali applicabili e valutarne gli effetti a medio e lungo
termine. I primi risultati confermano l’evoluzione positiva di questi
soprassuoli ad età relativamente avanzate, validano la scelta
selvicolturale dell’avviamento ad alto fusto e ne evidenziano la
flessibilità applicativa e gestionale. |