Volume 27: 15/26

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Annali 1970-79

Annali 1980-89

Annali 1990-99

 

Selvicoltura nei cedui di cerro (Quercus cerris L.). Struttura, biomassa e opzioni selvicolturali.

Amorini E., Bruschini S., Cutini A., Di Lorenzo M.G., Fabbio G.

1996, Annali ISS, 27: 121-129 (in inglese)  

 

I popolamenti cedui di cerro costituiscono in Italia una delle formazioni forestali più diffuse nelle zone collinari e montane e assumono un ruolo importante nell’organizzazione sociale di molte aree attualmente ad economia marginale. Una stima integrata dei dati dell’inventano Forestale Nazionale (1985) porta a 450.000 ettari la consistenza di questa tipologia forestale. Negli ultimi decenni al tradizionale ceduo a turno breve si sono aggiunti altri due tipi colturali: i cedui in invecchiamento e le fustaie transitorie. La presenza sul territorio di queste realtà colturali non è ancora consistente ma la tendenza in atto a valorizzare anche le funzioni non produttive del bosco fa presumere un loro incremento nel prossimo futuro, unitamente ad una revisione complessiva del trattamento selvicolturale delle formazioni di origine agamica. L’opportunità di applicare opzioni gestionali diversificate impone la definizione di tecniche di trattamento calibrate sulle diverse realtà colturali, fondate sulla valutazione di parametri non solo produttivi ma anche di ordine strutturale, funzionale, biologico ed ambientale. Il progetto UE MEDCOP ha permesso l’impostazione di un protocollo sperimentale in un ceduo di cerro di 35 anni nelle Colline Metallifere (Toscana centromeridionale - Italia) per confrontare i diversi trattamenti selvicolturali applicabili e valutarne gli effetti a medio e lungo termine. I primi risultati confermano l’evoluzione positiva di questi soprassuoli ad età relativamente avanzate, validano la scelta selvicolturale dell’avviamento ad alto fusto e ne evidenziano la flessibilità applicativa e gestionale.

 

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© ISS-Arezzo - Aggiornamento 01.03.01