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Struttura e personale

 

Storia dell'Istituto

L'Istituto nasce nel 1922 come Stazione Sperimentale di Selvicoltura annessa alla cattedra del regio Istituto superiore forestale nazionale di Firenze. Nel 1967 la Stazione fu trasformata in Istituto Sperimentale per la Selvicoltura con sede in Arezzo e sedi periferiche a Firenze, Isernia e Cosenza. In base al recente decreto di riforma degli istituti di sperimentazione afferenti al Ministero delle Politiche Agricole e Forestali, l'Istituto fa parte del Consiglio per la sperimentazione in agricoltura. Sono stati direttori della Stazione e poi dell'Istituto Aldo Pavari e Riccardo Morandini. L'attuale direttore è il dott. Augusto Tocci.

L'attività sperimentale fu impostata negli anni '30 su alcune linee principali: 

  1. Sperimentazione di specie esotiche con la creazione di centinaia di parcelle sperimentali per testare la attitudini di crescita ed acclimatazione delle specie forestali non originarie del nostro Paese, ma interessanti per la produzione legnosa; i risultati di queste ricerche costituiscono uno degli esempi classici di sperimentazione, punto di riferimento anche per studiosi stranieri e hanno trovato poi applicazione nei rimboschimenti produttivi di alcune realtà appenniniche e meridionali, così come nei frangiventi realizzati nell'Agro-Pontino ed in Sardegna.

  2. Gli studi di ecologia e biologia forestale alpina e mediterranea hanno consentito di approfondire le conoscenze essenzialmente in chiave auto-ecologica delle principali specie autoctone del nostro Paese, ad es. sul larice, cipresso e leccio, sulle tecniche di rimboschimento e sul trattamento delle fustaie alpine, delle faggete meridionali ecc. Negli anni '50 iniziano approfondite ricerche sul castagno, colpito da gravi malattie che distruggono migliaia di ettari di bosco.

  3. Grazie all'attività di Pavari, vengono poste le basi della genetica forestale nel nostro Paese, impostata sempre in termini molto pratici, in particolare sul controllo della provenienza di semi e piante da rimboschimento.

Queste attività poi trovarono sviluppi più o meno articolati a partire dagli anni '70 quando venne istituita la nuova sede. Lo sviluppo temporale di tali ricerche è riconoscibile nell'attività attuale.

I compiti attribuiti all'Istituto sono gli "studi e ricerche sulla tecnica dei rimboschimenti, della coltura dei boschi e delle altre piante da legno ... della genetica e dell'ecologia forestale; ... ricostituzione dei boschi degradati, difesa dei boschi dalle avversità, tutela della flora e della fauna degli ambienti naturali". I principali temi di ricerca riguardano ecologia, botanica e genetica forestale; selvicoltura e miglioramento della produzione legnosa; coltivazione di specie a rapido accrescimento, protezione della natura. Fra le ricerche in corso si segnalano quelle sulla genetica e le biotecnologie forestali, sulla conversione e miglioramento dei cedui, sul trattamento dei boschi di alto fusto e sui rimboschimenti artificiali (rinaturalizzazione) o sui boschi di neoformazione spontanea, sulle specie a rapido accrescimento e l'arboricoltura da legno, sulle nuove tecnologie applicate alla selvicoltura e alla gestione forestale e sull'informazione forestale.

L'istituto controlla oltre 500 parcelle sperimentali permanenti, sparse in tutte le regioni, molte delle quali riguardano la sperimentazione di specie esotiche. All'Istituto è anche affidata la gestione degli arboreti di Vallombrosa.


Struttura dell'Istituto

 

Direttore: Emilio Amorini (incaricato)

Personale

  • A - Arezzo, sede centrale

  • F - Firenze, sezione selvicoltura alpina

  • I - Isernia, sezione selvicoltura appenninica

  • C - Cosenza, sezione selvicoltura mediterranea

Direttori di Sezione: Emilio Amorini (A, F, I), Silvano Avolio (C), Gianfranco Fabbio (A).

I Ricercatore: Mario Sulli (F).

Ricercatori: Vincenzo Bernardini (C), Enrico Buresti (A), Paolo Cantiani (A), Andrea Cutini (A), Anna De Rogatis (A), Fulvio Ducci (A), Fabrizio Ferretti (F), Maria Chiara Manetti (A),  Francesco Pelleri (F).

Tecnologo: Paolo Merlini (A).

Tecnici: Tommaso Aloe (C), Umberto Cerofolini (A), Enzo Ciampelli (F), Carlo Di Marco (C), Sauro Fortini (A), Andrea Germani (A), Giuseppe Iannuzzi (C), Luigi Mencacci (A), Mario Romani (A), Rosario Turco (C).

Amministrazione: Cristina Baldoni (A), Loredano Ferri (A), Massimo Francella (C), Antonella Mafucci (A), Giuseppe Mauro (C), Silvia Orsini (A), Rosalba Paglicci (A), Santino Ricci (A), Lilia Verdelli (A).

Operai: Eligio Bucchioni (A), Mario Ceccarelli (A), Walter Cresti (A), Pietro Degl'Innocenti (A).

Altro personale non strutturato: Claudia Becagli (A), Giada Bertini (A), Elisa Bianchetto (F), Chiara Bianchi (A), Claudio Bidini (A), Enzo Calabrese (C), Erica Clerici (C), Barbara Daviddi (A),  Alessandro Fois (A), Tessa Giannini (A), Valentina Giulietti (F), Orazio Ivan Gugliotta (A), Serena Guerri (A), Massimiliano Hajny (A), Maurizio Piovosi (A), Roberta Proietti (A), Serena Ravagni (A), Eoore Salerno (C), Massimo Salerno (A), Gino Scarpelli (C),  Leonardo Tonveronachi (A),  Adriana Valdarnini (A), Angelone Validoro (I), Stefano Vedele (A), Giorgio Verdelli (A).

Personale distaccato dal CFS:

Moreno Moroni, Ispettore forestale (A), Giovanni Tagliente, Sovrintendente forestale (I)

 

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© ISS-Arezzo - Aggiornamento 01.03.01