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Boschi in riserve naturali |
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Le ricerche condotte nelle foreste naturali hanno assunto a partire più o meno dal 1960 un crescente interesse nell'ambito della selvicoltura naturalistica, che si ispira, come criteri di trattamento e gestione del bosco, ai processi funzionali, dinamici, ed alle strutture riscontrabili nei boschi naturali. Le foreste naturali sono rare in Europa (probabilmente non esistono più foreste "vergini" in senso stretto), ma si considerino tali anche quelle che da qualche secolo non hanno subito significative modificazioni da parte dell'uomo. Con la creazione in tempi più recenti di aree forestali protette (incluse in parchi nazionali, in riserve di vario tipo ecc.) gli studi sulla dinamica delle foreste naturali hanno assunto un'importanza notevole ai fini di una conservazione e protezione degli habitat: le conoscenze derivate da tali ricerche orientano la selvicoltura e la gestione forestale in senso naturalistico e aiutano a rendere più concreto il concetto di gestione sostenibile delle foreste. In Italia una rete di aree forestali protette dove osservare le dinamiche naturali fu impostata da Pavari negli anni '50 con lo studio di 24 parcelle, oggi in parte andate perdute, in parte ancora studiate (vedi bibliografia). Perché la selvicoltura naturalistica si ispira proprio alle foreste naturali-vergini? Nelle foreste naturali si sviluppano in maniera indisturbata i fattori dell'ambiente, quelli che influiscono sulla distribuzione delle specie e delle comunità, la struttura naturale dei boschi ecc. Le foreste naturali sono un laboratorio vivente da cui ottenere degli insegnamenti utili e ci aiutano a capire la situazione presente. Per gestire in maniera sostenibile i nostri boschi, dobbiamo essere in grado di conoscere, imparare e prevedere: senza poter osservare i boschi naturali, non siamo in grado di imparare e quindi limitiamo la nostra capacità di poter prevedere. Per questi motivi, piccoli segmenti di foresta lasciata intatta dispersi sul territorio sarebbero importanti, per imparare dalla loro osservazione a riorientare gli interventi selvicolturali nei boschi circostanti. Da qui il termine di selvicoltura naturalistica o "prossima alla natura". A livello europeo negli ultimi anni si è tentato di unificare gli sforzi in questo campo, individuando degli standard di rilevamento dei dati in aree forestali protette: ciò facilita la gestione dei dati e il confronto dei risultati su aree geografiche più ampie, che si rende necessario vista la scarsa diffusione dei boschi naturali. Alcune pubblicazioni sul tema:
Risultati del progetto europeo COST E4 - Forest Reserves Research Network |
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© - Istituto Sperimentale per la Selvicoltura - AREZZO Aggiornamento 2001 |