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Nella regione mediterranea i boschi che vengono gestiti come cedui (ovvero con cicli di rotazione che variano fra 10 e 30 anni e sfruttano la capacità delle latifoglie - ad es., querce, carpini, castagno, faggio - di emettere polloni dalle ceppaie) sono frequenti. In Italia, secondo i dati dell'inventario forestale nazionale del 1985, circa il 42% della superficie forestale è attribuibile a questa categoria. L'impiego principale del legname prodotto dai cedui è come combustibile, ma non manca l'uso di determinati assortimenti in agricoltura (recinzioni).

L'utilizzazione continua dei secoli passati associata spesso al pascolamento ha prodotto localmente un notevole impoverimento dei cedui in termini di biodiversità (con la scomparsa di specie arboree di particolare valore ecologico o economico), di caratteristiche del suolo, ma anche di biomassa legnosa. Negli ultimi decenni, grazie al calo dei tagli dovuto all'impiego di altre fonti energetiche e all'abbandono progressivo del pascolo, il sistema di utilizzazione a ceduo si è ridotto e in alcune aree è cessato del tutto. Ciò ha favorito la ricostituzione dei boschi originari di alto fusto, spesso guidata dall'uomo attraverso interventi selvicolturali mirati di conversione. In altri casi si è potuto impostare dei sistemi di trattamento del ceduo più razionali e meno impattanti dal punto di vista ecologico, allungando i turni e salvaguardando le specie arboree più importanti e rare. Alcuni di questi sistemi sono ancora da perfezionare e quindi sono oggetto delle ricerche più recenti dell'istituto. Infine, una parte considerevole dei cedui di una volta è "in abbandono", ovvero senza alcun intervento selvicolturale, fatto che non è sempre positivo per la possibilità che, in presenza di elevati accumuli di biomassa di piccole dimensioni più o meno secca, si sviluppino incendi difficili da controllare.

Oggi il problema dei cedui non è solo di tecnica selvicolturale, ma investe la tematica complessa della trasformazione del paesaggio agricolo-forestale delle nostre colline e montagne. I progetti di ricerca tendono così a diventare negli ultimi anni sempre più integrati. L'area del ceduo è indubitabilmente in riduzione e dove l'attività selvicolturale è cessata del tutto si ricostituiranno i boschi originari, mentre, nelle condizioni stazionali più produttive e dove l'attività selvicolturale ha ancora un forte interesse economico, l'aumento di biomassa derivato dalle conversioni porterà a sistemi di gestione di fustaie con popolamenti di maggiore valore biologico e produttivo. La ceduazione effettuata con turni più lunghi e in maniera più razionale del passato rimarrà una valida alternativa come in passato, sebbene soggetta a limitazioni di natura ecologica (situazioni degradate) ed economica (costo crescente delle utilizzazioni). Su terreni agricoli abbandonati le piantagioni con specie forestali molto produttive e sistemi di utilizzazione intensivi per ceduazione non sono attualmente diffusi, anche se in un'ottica di diversificazione delle fonti energetiche potrebbero diventarlo in futuro. 

 

Alcune pubblicazioni sul tema dei cedui:

Sull'epoca di taglio dei cedui di castagno

 

Sull'epoca di taglio dei cedui di castagno: risultati dopo il primo ciclo

 

Il metodo dell'invecchiamento nella conversione dei cedui di faggio

 

Trattamento delle cerrete di origine agamica e valorizzazione del legno. Selvicoltura nei cedui di cerro (Quercus cerris L.). Struttura, biomassa e opzioni selvicolturali

 

Selvicoltura nei cedui di leccio (Quercus ilex L.) della Sardegna meridionale: diradamento ed effetti sulla struttura e copertura del soprassuolo

 

Sull'epoca di taglio e sulla produttività dei cedui di Eucalyptus camaldulensis ed Eucalyptus globulus di Piazza Armerina

 

Alcune pubblicazioni sul tema dei cedui invecchiati:

Dinamica della popolazione arborea in un ceduo di cerro in invecchiamento

 

Evoluzione della struttura, della composizione specifica e della biometria in una cerreta mista di  origine cedua, in funzione del trattamento

 

Pubblicazioni sul tema degli avviamenti ad alto fusto:

Prove di avviamento ad alto fusto di cedui di faggio in Sila

 

L'avviamento ad altofusto nei cedui a prevalenza di cerro. Risultati di una prova sperimentale a 15 anni dalla sua impostazione

 

Sistema di diradamento del bosco ceduo per l'avviamento all'altofusto

 

L'affrancamento dei polloni. Studio sugli apparati radicali in un soprassuolo avviato ad altofusto di faggio

 

Avviamento ad altofusto dei cedui a prevalenza di cerro: valutazione tecnico economica della prima fase del trattamento

   

   
 

 © - Istituto Sperimentale per la Selvicoltura - AREZZO

Aggiornamento 2001