Genetica forestale

   

   

 

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La presenza di un’elevata variabilità genetica all’interno e tra le popolazioni naturali delle specie forestali autoctone più rare è alla base del processo di continuo adattamento al cambiamento delle condizioni ambientali. Scopo delle ricerche in questo settore portate avanti dall’istituto è da un lato l’analisi della variabilità genetica di specie forestali rare, dall’altro la conservazione in situ e ex situ del loro potenziale genetico. 

Studi di questo tipo sono stati condotti su una specie seriamente minacciata d’estinzione come l’Abies nebrodensis, un abete bianco che cresce con pochi esemplari solo in una zona ristrettissima delle Madonie in Sicilia. Un interesse particolare è anche riservato a specie sporadiche nei boschi, come il ciliegio selvatico, il noce o certi sorbi, che, anche per effetto di una selvicoltura che favoriva per motivi economici la produzione di legname di altre specie arboree, sono oggi diventate sporadiche o scomparse del tutto da certe zone. 

Nel ciliegio selvatico, ad esempio, il livello di diversità genetica esistente all’interno e fra popolazioni naturali è stato esaminato sulla base delle frequenze di particolari sistemi enzimatici e la bassa variabilità intra-popolazioni riscontrata nell’area peninsulare dimostra, per questa area geografica, la pericolosità di trattamenti selvicolturali a ceduo su questa specie, tendenti a penalizzare la diffusione e la conservazione della diversità genetica di essa. 

La conservazione di queste specie rare ex situ, vale a dire in impianti realizzati artificialmente fuori dai boschi di origine, può prevedere la costituzione di collezioni clonali  e di parcelle sperimentali comparative di discendenze-provenienze in ambienti diversi per valutare l’effetto genotipo-ambiente. Si tratta di importanti riserve di materiale genetico alle quali poter attingere per la produzione vivaistica e per garantire la riuscita di programmi di piantagione volti ad impiegare alcune di queste specie (in particolare noce e ciliegio), per la rapida crescita e la produzione di legname di pregio, nell’arboricoltura da legno.

Alcune pubblicazioni sul tema della genetica forestale:

I rapporti fra genotipo, stazione e trattamento selvicolturale ed i loro effetti sulla produzione forestale

 

Sintesi dal libro Nazionale Boschi da Seme

 

Importanza della selezione di specie a rapido accrescimento per la selvicoltura industriale

 

Criteri di scelta e sistema di valutazione di fenotipi superiori nel miglioramento genetico di latifoglie a legname pregiato

 

La protezione delle risorse genetiche di Juglans regia

 

Variabilità alloenzimatica nel ciliegio selvatico (Prunus avium L.) in Italia

 

Sintesi del registro del materiale di base di Prunus avium L. in Italia centro-settentrionale, Basilicata e Calabria

 

Aspetti genetici delle risorse di abete bianco (Abies alba Mill.) nel comprensorio del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi

 

I pini della sez. halepensis, selezione e possibilità di impiego di specie e provenienze per l'Italia.

Pubblicazioni sugli aspetti più applicativi della genetica:

Primi risultati di una sperimentazione pilota di arboricoltura clonale da legno con Prunus avium L  

 

Noce e ciliegio da legno: esame della produzione vivaistica nell'Appennino centro-settentrionale

   

   
 

 © - Istituto Sperimentale per la Selvicoltura - AREZZO

Aggiornamento 2001