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Il tema degli incendi emerge periodicamente in occasione delle recrudescenze di questo fenomeno che, purtroppo, rimane ancora la fonte di distruzione principale dei nostri boschi. Il dibattito è spesso incentrato su chi produce l'incendio, piromane, pastore, turista o cacciatore che sia e l'opera di prevenzione è ancora prevalentemente vista come attività di polizia. In questo contesto si inseriscono le sollecitazioni più diverse da parte del mondo industriale, interessato all'uso dei diversi prodotti e delle tecnologie necessarie a contenere gli incendi quando sono già scoppiati. Il problema sembra tuttavia più complesso e riconducibile a delle cause legate alla deruralizzazione delle nostre montagne con un conseguente abbandono delle attività in bosco.

La gente che frequenta oggi i boschi, infatti, ha perso il legame organico con esso e con il territorio circostante: si tratta di cacciatori, turisti, possessori di seconde case che vivono la maggior parte dell'anno in città e non conoscono una cultura di salvaguardia e di uso del bosco come i contadini e i boscaioli, sempre in minor numero nelle aree rurali. L'incendio sarebbe dunque solo una delle manifestazioni più palesi per il disinteresse per un bene, quello forestale che, come un oggetto dimenticato, finisce per deperire in maniera sempre più drammatica.

Così anche l'aspetto della ricerca su questi temi non può che spaziare dagli aspetti più tecnici dei sistemi di prevenzione (di tipo selvicolturale-gestionale dei boschi), di lotta agli incendi boschivi (con un supporto più marginale da parte dei tecnici forestali per gli aspetti più tecnologici-ingegneristici della questione), di ricostituzione boschiva (con le tecniche di rimboschimento) fino a quelli più complessi di natura sociologica e storica. 

Il recupero della qualità della vita nelle zone rurali, tema che evidentemente non è di sola stretta pertinenza forestale, è diventato uno dei punti più importanti della politica agricola comunitaria ed è in questo ambito che questo problema annoso troverà forse una sua soluzione.

 

Alcune pubblicazioni sul tema "arboricoltura con latifoglie nobili":

Gli incendi boschivi in Italia: tentativo di analisi quantitativa dall'Unità ad oggi sulla base della letteratura periodica forestale

 

Il fuoco, strumento colturale?

 

Indagini sugli incendi in foresta: previsioni del rischio e misura degli effetti sul suolo tramite saggi microbiologici

 

Indagini sugli incendi boschivi: previsione del rischio in base ai più comuni rilievi meteorologici e prove di combustione con lettiere e foglie di varie specie

 

La distribuzione e l'andamento degli incendi boschivi in Molise nel periodo 1970-1980

 

Andamento degli incendi boschivi in relazione al tempo atmosferico dal 1963 al 1981 nel Varesotto: prova di un metodo di previsione di rischio

 

Lo stato di umidità della lettiera di pino marittimo nella definizione del rischio di incendio

 

Analisi auxometrica di un popolamento di pino marittimo (Pinus pinaster Ait.) originato da incendio

 

 

   

   
 

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Aggiornamento 2001