Piccoli frutti e funghi

   

   

 

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Il consumo dei piccoli frutti che offre il bosco ha sempre avuto un ruolo rilevante nell'economia delle popolazioni rurali che, soprattutto nei momenti di carestia, attingevano alle formazioni forestali per soddisfare da alberi, arbusti, erbe o dai funghi le proprie necessità alimentari, che non si esaurivano nell'approvvigionamento di legna. Il ruolo svolto da questi particolari prodotti oggi è rivalutato in forma nuova, non più come bene di sussistenza primaria, ma come ricerca del "naturale", contrapposto al prodotto derivato da coltivazioni dell'agricoltura intensiva. 

Esistono dunque forti motivazioni ecologiche ed economiche che giustificano l'interesse per i prodotti spontanei del bosco. Fra le prime c'è la necessità di curare i boschi in maniera tale che essi possano ospitare le piante che producono frutti utili: se per esempio non venissero curati i bordi dei boschi non esisterebbero tante piante che si sviluppano in queste condizioni particolari di luce e suolo (lampone, rovo, nocciolo e tante altre specie) e il bosco sarebbe complessivamente più povero di biodiversità; oppure, se vi fossero solo fasi mature del bosco non ci sarebbero tante specie arboree pioniere importanti per la produzione di semi e frutti. Dal punto di vista economico, invece, la raccolta dei frutti del bosco costituisce una delle attrazioni maggiori del turismo degli ultimi anni, diventata anzi talmente massiccia da costringere in certi casi a forme di regolamentazione più o meno rigide (ad es., per la raccolta di funghi e bacche). Non di rado questi prodotti compaiono in piatti tipici e alimenti tradizionali e stimolano il mercato locale. Si tratta dunque di un piccolo ma significativo tassello nell'ambito della riqualificazione delle aree rurali.

L'istituto conduce da molti anni studi approfonditi sul tartufo. Un recente progetto si occupa, fra gli altri obiettivi, di approfondire le conoscenze sulle realtà tartuficole delle varie zone del paese dove ancora il sistema tartufo è sconosciuto, con lo scopo di permettere un miglioramento delle condizioni socio-economiche a seguito di raccolta di un prodotto di elevato valore e di incrementare la produzione tartuficola attraverso il rimboschimento con piante micorrizate.

Alcune pubblicazioni sul tema:

Ecologia del Tuber magnatum Pico nell'Italia centrale

 

Prime considerazioni di ordine chimico e fisico su suoli di tartufaie naturali

 

Caratteri fisico-chimici dei suoli tartufigeni del Centro-Italia

 

Influenza della concentrazione di CO2 sul pH dei terreni tartufigeni

 

Indagine preliminare sui suoli di alcune tartufaie di Tuber magnatum Pico (tartufo bianco pregiato) nelle valli del Metauro, Foglia, Marecchia e Savio nelle Marche

 

Chiave di riconoscimento delle latifoglie di interesse forestale e dei principali arbusti d'Italia

 

   

   
 

 © - Istituto Sperimentale per la Selvicoltura - AREZZO

Aggiornamento 2001